Le divertenti avventure di Cozzaneve e le sette (o forse più) carampane senza famiglia (chiedo perdono a Benni)

biancaneve-sensualeC’era una volta una ragazza bruttarella e ormai attempata, che viveva in una periferia squallida e desolata vicino ad una grande città. Era cresciuta tra palazzoni, abusivismo ed evasione fiscale. Il posto più bello del suo paesello era la Via Centrale, in cui campeggiavano file e file di manifesti elettorali, strappati e poi rincollati da vent’anni a questa parte. Proprio in centro poi c’erano   giardinetti incolti e panchine vandalizzate, cestini pieni, terreno arso e pieno d’erbacce e cacche gigantesche dei cani, luogo chiamato da tutti Parco Comunale. Sulle strade vicino casa sfrecciavano i Tir di Gavino il Sardo e Nello Er Marana con tanto di apparato di lucine colorate e lampeggianti e statue maggiori del vero della Madonna di Częstochowa abbracciata a Padre Pio.

Il look di Cozzaneve era alquanto particolare. Le mèches multicolori gliele faceva il parrucchiere più in voga del suo paesello, Alvaretto-toilette-per-cani, che, in mancanza di animali a quattro zampe (tutti serviti a tavola nei ristoranti del luogo), si dedicava agli esseri pseudofemminili della cittadina con risultati molto apprezzati dagli abitanti del luogo. Uscivano così dal negozio di Alvaretto chiome che variavano dal biondo sorcigno di Madonna-ai-bei-tempi al nero Amelia-la-strega-che-ammalia. Tutte su un’unica testa, dove passavano il tempo a fare a cazzotti tra di loro.

C’è però da dire che spesso l’untuosità della capoccia di Cozzaneve, dovuta a scarsa pulizia, mascherava bene il tutto ed anzi gli dava un tono in più

Il suo incedere era sicuramente femmineo e aggraziato come quello di un corazziere andato in pensione dopo trent’anni in piedi sotto il sole di fronte al Quirinale.

L’abbigliamento raggiungeva stati inverosimili di stile, quando il colore spento della camicia incontrava quello starnazzante del pantalone e, tra loro, facevano una media per non terrorizzare il passante di turno. Oppure quando la canottiera attillata sul pantalone odalisca-che-lavora-al-Luna-Park metteva in risalto il fisico tendente alla floridezza

Ma lo spettacolo vero era sentir parlare e leggere quello che scriveva Cozzaneve. Neanche Demostene e Cicerone sarebbero stati capaci di eguagliare tanta raffinatezza. Il parlato era una serie di borbottii e frasi smozzicate con allusioni e riferimenti velati, inframmezzati da risatine stridule, che nessuno capiva tranne lei stessa. Lo scritto poi un vero miracolo di perfezione! Eserciti di puntini sparsi a caso tra parole sconnesse. Risate ahahahahah, che intervallavano concetti del tutto privi di senso e largo uso di emoticon a cazzo, perché non ne comprendeva il significato fino in fondo

Invece di cercare il Principe Azzurro, consapevole del fatto che ormai nessuno se la sarebbe presa per le soprastanti ragioni, dedicava tutta la sua vita ad accudire un gruppo di sette (talvolta anche di più) carampane evidentemente abbandonate dalle proprie famiglie, perché subito accorrevano ad ogni richiamo di Cozzaneve.

Per intrattenerle ella le conduceva spesso a mangiare la pizza, il gelato, nonostante i valori sempre troppo alti di colesterolo e trigliceridi della comitiva. Talvolta le conduceva anche a teatro a vedere musical tipo Aladino e Pinocchio con vecchie glorie dello spettacolo, che non facevano che ripetere stancamente i loro antiquati repertori tra battutacce trite e doppi sensi volgari, per i quali il gruppetto si lanciava in sgangherate risate rosa-gengiva e ugola-roca e poi tornava soddisfatto e felice alle proprie case desolate.

Era un vero spettacolo vederle tutte insieme! Erano felici come scolarette in gita (senza maschi intorno): attraversavano la strada tenendosi per mano, si abbracciavano in milioni e milioni di fotografie tutte uguali, tutte con la capoccetta appoggiata alla capoccetta dell’altra, e poi mangiavano e mangiavano e mangiavano a dispetto della ciccia (tanto non c’era l’ombra neanche di un solo uomo nei paraggi e allora chissenefrega?) e dei trigliceridi

Non si faceva mai niente di troppo culturale, perché il livello intellettivo medio delle sette (e talvolta oltre) carampane era pari a quello di un criceto, che per dare un senso diverso alla sua vita, va al contrario nella ruota dentro la sua gabbietta

La parte più intrigante della storia, però, è che la stravagante comitiva aveva un unico e fondamentale divertimento e passatempo: le chiacchiere. E di cosa poteva chiacchierare una così bella comitiva? Argomenti così affascinanti che sarebbe più facile resistere alle sirene di Ulisse piuttosto che ad una di quella tavolate. Cure dentarie. Insufficienze renali. Ultima gita a Loreto. E ridevano, ridevano comunque. Con Cozzaneve avevano finalmente trovato la loro felicità dopo una vita di figli lontani, di mariti in pantofole sul divano a grattarsi le palle o di fidanzati e mariti ormai scappati lontano a fare turismo sessuale.

Ma non sapevano che Cozzaneve aveva un piano ben preciso in mente…. (to be continued)

 

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Eccomi qua! Dopo aver perso numerosi blog..il primo “mangiato” da un sito porno, l’altro da una pagina stupida. Per anni poi ho scritto su Fb, dove dirigo e amministro una pagina dallo stesso nome di questo blog. Ma quello che scrivi su Fb è come scriverlo sull’acqua, Sono un’insegnante, ex-archeologa. Amo le cose belle e la penso come Keats “Verità è Bellezza etc.etc.”. Credo nell’educazione e nel rispetto. Sono un po’ noiosa e ogni tanto mi arrabbio. Tanto
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